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Avete scritto:
chaitanya in Giugno 1985Non arr...


martedì, luglio 27, 2004
 
Oggi diluvia.
Così non devo innaffiare il giardino e questo è un grosso risparmio. Un altro modo per risparmiare però è quello di raccogliere l’acqua quando piove. Mi ricordo che da bimbo i miei zii nell’orto avevano un bidone raccogli acqua che infatti era stato messo sotto il tetto del pollaio sotto alla grondaia per raccogliere anche tutta l’acqua che cadeva sul tetto. Adesso lo faccio anch’io così lo uso anche per cuocere la pasta.
postato da deniz | 09:48 | commenti (3)
 
Oggi diluvia.
Così non devo innaffiare il giardino e questo è un grosso risparmio. Un altro modo per risparmiare però è quello di raccogliere l’acqua quando piove. Mi ricordo che da bimbo i miei zii nell’orto avevano un bidone raccogli acqua che infatti era stato messo sotto il tetto del pollaio sotto alla grondaia per raccogliere anche tutta l’acqua che cadeva sul tetto. Adesso lo faccio anch’io così lo uso anche per cuocere la pasta.
postato da deniz | 09:48 | commenti


giovedì, luglio 22, 2004
 
Ed ecco un giochino nuovo.
Andate a vedere nel sacco del vostro collega e controllate le 10 cose che ha buttato via.
Sicuramente almeno 7 si possono riciclare… e magari dopo qualche sistemata sarà proprio il vostro collega che le ha buttate a invidiarle. Ricordate le sorellastre di Cenerentola ? I colleghi sono tutti così !

Ma passiamo ora ai consigli di vita.
La scelta del bidone.
Ovviamente non dico di andare a ravanare nell’immondizia. Però ci sono alcuni luoghi dove si trova roba interessante senza sporcarsi le mani. Per esempio i centri di raccolta differenziata, le « isole ecologiche » … ma spesso le cose più belle, specie quelle ingombranti vengono appoggiate fuori dai bidoni, perché gli scialacquatori spreconi non hanno nemmeno un senso civico o un rispetto per l’ambiente o per il lavoro altrui e quindi fanno le cose più comode. Buttano via senza faticare più di tanto e comprano cose nuove che butteranno via tra poco.
Si tratta solo quindi di individuare queste individue (sono quasi sempre donne) e monitorare i bidoni più frequentati. Generalmente abitano nei palazzoni più moderni, dove ci sono molti monolocali o appartamenti piccoli. Infatti persone di questo stampo raramente arrivano a mettere da parte il denaro sufficiente per potersi permettere qualcosa di più.
Io in questo modo ho recuperato: un’enciclopedia intera, tantissimi libri, uno stereo, una radio funzionante, un deumidificatore, un’arredamento completo per studio, una libreria, una fidanzata, una calcolatrice a cui bastava cambiare le pile, una decina di sedie risistemate dal babbo e moltissimi giocattoli.
postato da deniz | 11:37 | commenti (2)


mercoledì, luglio 21, 2004
 
Ecco un trucchetto che ho imparato alle elementari. E che continuo ancora adesso anche se le matite le paga la ditta. E’ una questione di principio. Quasi tutti i mie compagni di scuola alle elementari gettavano le matite quando raggiungevano una lunghezza inferiore a un certo limite. Intorno ai 5 cm. Ma c’era anche chi le buttava prima, soprattutto le bambine più viziate e smaniose di avere novità da mettere nell’astuccio. Io avevo un bellissimo aggeggio che serviva per cancellare la penna stilografica (da un lato) per riscriverci sopra col tratto-pen blu dall’altro. Non so se qualcuno se lo ricorda. Siccome i due lati non finivano mai contemporaneamente, restava spesso una parte da svuotare e riutilizzare. Nell’incavo di questo trattto-coso infilato le matite appena smussate col temperino dal lato opposto. Poi le lavoravo col coltellino in modo da far combaciare l’incastro. E le fissavo con lo scotch. A volte col nastro adesivo colorato… a seconda delle volte. Era anche una cosa decorativa molto bella. In questo modo si potevano usare fino ad esaurirle completamente. Ricordo che il portamatite costruito era tutto limato alla base perché col temperino tiravo sempre via anche un po' di plastica. Alle medie avevo architettato un sistema per cambiare mozzicone e fissarlo velocemente con una penna che aveva un incavo a vite.
In questo modo potevo collezionare mozziconi di matite di tantissimi tipo (2, 3, 3h, HB, 4h, 1½..) e potevo avere la matita più adatta per ogni occasione senza doverne comprare tante. Nemmeno i genitori dei più spendaccioni lasciavano comprare più di ¾ tipi di matite. Io ne avevo molte di più… e i soldi per compare le matite li ho investiti ed è per questo che oggi mi ritrovo nella posizione in cui sono.



postato da deniz | 14:51 | commenti (1)


martedì, luglio 20, 2004
 
La più riciclona del mio albero genealogico è mia nonna. Lei è nata poverissima e con tanti fratelli ma tutti maschi. I suoi fratelli si scambiavano le cose tra di loro e se le passavano dai più grandi ai più piccoli. Per lei c’era sempre poco… e molta roba da maschio. Così ha maturato un’inventiva eccezionale. Taglia,c uci aggiusta… alla fine riusciva a farsi dei vestiti da far invidia alle amiche più ricche o che faticavano a mettere da parte i soldi per comprarli. Ci sono molti aneddoti… il più gettonato riguarda un vestito da ballo fatto con le tendine del treno, raccattate dallo zio riciclone che lavorava per le ferrovie dello stato. C’era scritto f.f.s.s. ma è stato abilmente ricucito per farlo sembrare una firma…… Tipo Fabrizia Stanardi, nota stilista….
Mia nonna però è sempre stata un’abile metitrice. Solitamente non svelava a tutti (come faccio io) l’origine plebea delle cose che indossava, ma sfacciatamente e spudoratamente le spacciava come cose preziosissime, talmente preziose da non poter dire da dove arrivavano….. ammiratori segreti di cui i genitori non dovevano sapere, regali di fantomatiche zie che abitavano in Francia, America o paesi molto più avanti… robe del genere.
In effetti ha ragione la nonna. Certe cose non vanno dette, perché certa gentaglia non capisce. Io l’ho fatto una volta sola con un paio di jeans adattati dalla nonna (e chi altro se no?) con delle fasce laterali fucsia a rombi… una roba spaziale. Allora ero militare e l’ho spacciata per una moda super di tendenza che c’era solo a Reggio. Mentre ai reggiani ho detto che era l’ultima moda che me li ero fatti prendere da un commilitone di Milano.
E tutti erano entusiasti… Bellissimi! Stupendi!
Altre volte sono stato sincero “sai, erano di mio zio… li ho riadattati. Li buttava via un’amica di mia madre, li ho tinti con un prodotto preso al discount e ho cambiato i bottoni…” e i commenti sono “però si vede….” , “si, se guardi le finiture… “. E poi ci sono sempre le sfrecciatine.. e quello di chi era di tua nonna? E le scarpe di tuo cugino?… ha ragione mia nonna. Certe su certe cosa bisogna mentire. Anzi, il massimo sarebbe vendere a caro prezzo alle stesse persone che le hanno buttate. Ma ci arriveremo per gradi. Per adesso impariamo a riciclare e dare il gioto valore a tutti gli oggetti. Anche a quelli più bistrattati e abbandonati ingiustamente per stupide ragioni di moda, di mercato o di manie dissipatrici.
postato da deniz | 14:51 | commenti (1)


lunedì, luglio 19, 2004
 

Il riciclo è un arte che si impara da piccoli. Io ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di ricicloni. Per questo ho avuto moltissima “roba” in più rispetto agli altri bambini. I compagni di asilo e di scuola hanno spesso invidiato i miei giochi molto particolari e sempre esclusivi, perché vecchi di generazioni e introvabili in commercio.
Alla nascita anziché la solita costosissima carrozzina sono stato subito messo nella culla di vimini che era stata di mio nonno e di mia madre. Pochi anni dopo le carrozzine blu urfide erano fuori moda e surclassate dai nuovi ritrovati della tecnica: la carrozzina che diventa passeggino, quella che si applica alla macchina, quella con i dischi volanti, quella che si chiude a compasso…. La culla era sempre attuale e bellissima.
Prima lezione della vita: la roba dei fratelli grandi è solo “vecchia”. Quella dei genitori ha giù un suo fascino. Quella dei nonni è “antica” e ha molto valore. “Quella dei bisnonni è “preziosa” perché pochi se la possono permettere. Io sì.

Proverbio dialettale del giorno: tö só e mæt là, che la súa la gnirà.
[traduzione: prendi e metti da parte, che verrà il suo tempo (prima o poi n.d.t.)]

postato da deniz | 11:53 | commenti (1)


domenica, luglio 18, 2004
 

Basta, adesso inizio a scrivere un libro via blog, a vedere che cosa ci salta fuori.

Allora....

Titolo del libro...

... vediamo...

eCCO! CI SONO...

 

"  IL RICICLONE"

ovvero, un manuale per vivere felici senza spendere un euro riciclando tutte le cose ancora funzionanti che le altre persone scialacquatrici e sprecone buttano nella fuffa.

Bene. Per adesso ho messo già il titolo e il sottotitolo alla pagina 777. E non  è poco. Il resto con calma.

 

postato da deniz | 22:04 | commenti (1)


lunedì, luglio 12, 2004
 
postato da deniz | 18:23 | commenti
 
Il cmog del lunedì

Oggi spiovicchia. Sono venuto in ufficio con la Mariarosa e sono arrivato leggermente in ritardo.
Adesso ha smesso di piovere. Piove sempre sul bagnato e si è riannuvolato.
Questa mattina c’è un sacco di lavoro. Meglio.
Non c’è neppure la mia collega e devo fare anche parte del suo lavoro. Meglio.
Ed è subito sera.

Denis
postato da deniz | 18:17 | commenti


venerdì, luglio 09, 2004
 
Oggi ho rivisto una roba pazza che strumpallazza. Roba da "Anima Mia"!
E sono riaffiorati ricordi di momenti tristi.
Io ce l'ho avuta la Roba Pazza che strumpallazza. Avevo 12 anni e quindi ero già grande per quel genere di cose. Soprattutto ero maturo per capire che era una cazzata incredibile. Però aveva un fascino incredibile ed era di moda... e l'ho presa. Subito dopo averla presa mi sono resco conto che era in realtà una cavolata e che si trattava solo di una palla con un peso... e che avevo chiesto ai miei genitori, che già facevano sacrifici per assicurarmi il necessario, un bel po' di soldi per una cosa inutile da ragazzino viziato.
I sensi di colpa hanno finito per essere maggiori del divertimento di quel giocattolo spassosissimo (ammettiamolo). E le facce che faceva!!
Come se non bastasse, dopo pochi giorni la Isi (cagnolina) che ci giocava, in mia assenza lo ha quasi distrutto, facendo un buco e facendo uscire il peso. Ci sono rimasto supermalissimo...
Alle fine però con l'aiuto della maamma ho resinerito il peso e rimesso insieme la palla con lo scotch. e poi abbiamo ritagliato degli occhi nuovi e la lingua nuova per coprire gli aggiustamenti. Rimaneva solo qualche crepetta, ma era rimessa in sesto.
Credo di averla ancora, in cantina dai miei, da una qualche parte.
Domani la cerco, che magari piace ai cuccioletti.



postato da deniz | 15:54 | commenti (2)


giovedì, luglio 08, 2004
 
Clog

Proseguiamo il clog, cioè il blog che fa cantare.
La canzone del giorno e “che vita” di Bersani che l’anno appena data per radio e mi ha fatto venire voglia di andare a giocare al pallone tra le 127.
Anch’io da piccolo ho avuto una 127, ebbene sì. E ho fatto in tempo a guidarla, anche… anzi… veramente ho imparato a guidare su quella, visto che la usavo già a 14 anni. Non in strada, ovviamente.



Non era una 127 normale. Era la 127 top. Quella truzza, col volante così:



Mio padre ha sempre avuto delle macchine fantozziane/trash. La Bianchina, la prinz verde, la 125, la 127.. solo negli ultimi anni si è ripreso. Adesso ha una banalissima marea s.w. grigio metallizzato. Una macchina ideale per rapine… ce ne sono diecimila, nessuno ti riconosce. Con la xantia verde era più difficile. Infatti mi hanno sempre beccato.


postato da deniz | 12:29 | commenti
 

Il dentaio mi ha preso una barcata di soldi.... in realtà neanche tanto. Il problema è che i dentai in generale sono carissimi.

Ho finito di montare il mobile ikea. A parte i cacciati assurdi forntiti dalla ditta tutto bene. Ma sono un po' stanchino.

Adesso vado a fare la doccia che mi rigenero. E la Laura si rinuora.

Denis

postato da deniz | 01:05 | commenti (1)


mercoledì, luglio 07, 2004
 
tra 10 minuti devo andare dal dentaio.
non è una cosa molto interessante per un blog... ma non posso scrivere altro.
Che vita piattaaaaaa!!!
E' sì, a forza di non mangiare...
però se ci fosse almeno qualche mattoncino. Io ho sempre sognato gli addominali con i mattoncini... Da giovane sono anche andato in palestra. Facevo una fatica della madonna e i mattoncini non venivano. E allora vaffanculo... Tanto il fisico mi è venuto per conto suo quando meno me l'aspettavo :-P
postato da deniz | 18:28 | commenti