| Il mio blog | ||||
about Il mio blog altri link 46 emmecù anotherme (Da) Billo Brina Chaitanya Dianaedesi Dimples Diomede Gorgoglio e la piccola Emma Il blog di Beppegrillo Il gatto Jazz il mignolo col prof kristalla la Beffy la Bi e le sue bestie La Laura La Lilli Lemming Matteo B. Muffola Rincoceronte blog archivio novembre 2008 settembre 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 dicembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 counter visitato *loading* volte Avete scritto: chaitanya in Giugno 1985Non arr... |
martedì, novembre 06, 2007 Gennaio 1983
Che palle! Pensavo che alla fine sarei finito a fare ragioneria. Per esclusione più che altro. Tanto a casa da scuola non mi avrebbero tenuto. Sarebbe stata una scelta un po’ per esclusione... I licei erano esclusi, sia perché forse erano troppo difficili, sia perché si diceva che avevano senso solo per chi continuava a studiare all’università. Con il liceo non hai niente in mano. Non ti inseganono un mestiere. Mentre l’università, se ti va, la puoi fare lo stesso. Così si diceva. Poi nessuno allora avrebbe mai pensato che io facessi l’università. Nelle proiezioni dei miei genitori l’ideale era finire i 5 anni, avere un diploma e trovare un lavoro con un buon stipendio. Possibilmente in ufficio. Magari in banca. Ragioneria, quindi.... anche se la concorrenza era tanta. Gli istituti professionali convincevano poco me invece. Tanto vale andare a lavorare subito... In ogni caso dovevo escludere tutte le scuole dove c’erano molte materie di disegno, cose manuali e cose di precisione. In disegno ero una frana. Sono migliorato dopo. Adesso disegno abbastanza bene. Non benissimo, ma meglio della media. I cani li faccio divinamente.... però li rovino colorandoli. Dovrei fare solo delle bozze a matita. Vabbeh... quindi combinando tutte queste cose... Geometra no, Istituto d’arte no... le magistrali... ma per carità... e dopo che cosa fai? Rimaneva ragioneria. E invece, mia madre mi viene a casa un giorno con un depliant di una scuola nuova appena aperta: istituto tecnico per peritii aziendali e corrispondenti in lingue estere. Praticamente erano le stesse materie di ragioneria, ma disposte in modo leggermente diverso. Steno e dattilo negli ultimi anni anziché nei primi (così non si dimenticano) due lingue studiate entrambe per cinque anni, insegnanti madrelingua... laboratorio linguistico (che faceva tanto figo)... le ore di lingue in più erano a discapito di ore di ragioneria e tecnica aziendale. Poi c’era il tedesco!! Una grande novità. Non mi dispiaceva la cosa. Tutto sommato era una buona scelta. Mi lasciava un po’ perplesso il fatto che non la conoscesse nessuno. “Meglio così... è nuova, ci sarai solo tu. Non ci sono ancora diplomanti in giro. Il tedesco è richiestissimo” – diceva mia madre. L’altra cosa sconveniente era che questa scuola nuova non aveva una sede propria ma aveva trovato alcune aule nella stessa struttura del preesistente istituto tecnico femminile, che all’epoca aveva comunque pensionato le macchine da cucire assieme alla prof di economia domestica, e manteneva attivo solo un indirizzo per economo dietiste. Ma poi finiva che la gente parlava di “ITF” indistamente, come scuola. Tant’è che inspiegabilmente rispetto a quanto avveniva in altre città, le classi erano comunque prevalentemente femminili. Solo perché molti non si informavano su che cosa fosse in realtà quella scuola. L’anno successivo le aule non bastavano più e alcune classi furono ospitate dall’istituto tecnico agrario. Ma ormai era tardi... per la gente era l’ITF. Oggi si chiama P.a.c.l.e. e quando dico che ho fatto quella scuola tutti capiscono. Allora no. E per uno di quattordici anni non è il massimo. Qualche anno più tardi tutti gli amici mi avrebbero invidiato. Ma all’inizio no. Vabbeh... sono andato un anno avanti a raccontare.... A questo punto della storia ero ancora alle medie. E feci la preiscrizione nella scuola per periti aziendali. Molto scazzatamente. Senza pensarci tanto... Della serie: fidiamoci della mamma una volta tanto. postato da deniz |
21:19 | commenti (2)
|